Una narrazione perlopiù molto fluida. La capacità di Cappelli di rendere
quasi tridimensionale il sogno di quanti erano giovani negli anni ’60 in un
meridione asfittico e provinciale. Alcuni personaggi forse appaiono un po’ stereotipati,
ma fondamentalmente veri, probabilmente già incontrati nella storia familiare
di ciascuno di noi. E’ un romanzo di formazione carico di ironia e mai grave. E
se nella seconda parte ci si imbatte in alcuni espedienti gigioneschi e a
tratti eccessivi, nulla questi tolgono ad una storia che mantiene costantemente
desto l’interesse per le vicende di Carlino di Lontrone. Fino al
quasi-colpo-di-scena.
domenica 15 aprile 2012
PARENTI LONTANI
Una narrazione perlopiù molto fluida. La capacità di Cappelli di rendere
quasi tridimensionale il sogno di quanti erano giovani negli anni ’60 in un
meridione asfittico e provinciale. Alcuni personaggi forse appaiono un po’ stereotipati,
ma fondamentalmente veri, probabilmente già incontrati nella storia familiare
di ciascuno di noi. E’ un romanzo di formazione carico di ironia e mai grave. E
se nella seconda parte ci si imbatte in alcuni espedienti gigioneschi e a
tratti eccessivi, nulla questi tolgono ad una storia che mantiene costantemente
desto l’interesse per le vicende di Carlino di Lontrone. Fino al
quasi-colpo-di-scena.
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