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sabato 14 maggio 2011

I COLORI DI BENGASI (21/03/2011)




Rosso, come le lacrime di chi non c'entra niente

Nero, come l'oro in cui sguazza la follia

Verde, come il vessillo di una patria inospitale

Giallo, come la sabbia che veste il cammino

Blu, come il tappeto da cui invocare il sogno

Bianco, come salsedine che non rimargina

martedì 5 aprile 2011

AUGURI TARDIVI AL PRINCIPE

Correva l'anno 1974. Negli Stati Uniti debuttava Happy Days; L'URSS espelleva Aleksandr Solženicyn; ed in Italia, mentre Iva Zanicchi vinceva a Sanremo con Ciao cara come stai? il Principe ci regalava questi versi

Chissà dove sei, perduta nella notte, 
col tuo trucco infame e la tua giacca da bandito. 
Io ti ho aspettata all'ombra dei 'tuoi per come', 
col mio viso angelico percosso dai fatti. 
Chissà dove sei, perduta nei segni, 
con la tua sigaretta come una matita, 
e le tue speranze di vittoria. 
Io ti ho accettata come una bella calligrafia, 
un biglietto da visita e due occhi diversi. 
Può accadere di tutto, 
puoi anche conquistare vari uomini bruni e misurarne l'aspetto, 
ma il mio indirizzo è "Via del sopracciglio destro" 
con rispetto parlando, e altre parti, altre parti di me. 

GRAZIE.

mercoledì 30 marzo 2011

LA NOSTRA LAMPEDUSA


Ellis Island (Nuovaiorca novecento)
 Trenta lune riposano fra i nostri canti.

La polvere delle macerie cede il passo

alle nebbie di Ellis Island.


Le mani, calli e salsedine,

salutano i mostri di vetro e cemento,

pronte a dare respiro al sogno.


Anni rinchiusi fra spago e cartone:

le luci di Nuovaiorca baciano

le immagini di amori lontani.


Migliaia di sguardi sfiorano

scrutano accarezzano

scarpe rotte sorridenti.


Gesti e parole, diffidenti amici

che ci guidano lungo i chilometri

di ferro, fumi, odori ancora da percorrere,

mai certi dell’approdo.

mercoledì 16 marzo 2011

Ritrovamenti

Tra boutades del passato e imbecillità del presente, rispolvero un attimo dedicato a chi rimane nascosto


Tiburtina Blues (2007)


Ultimo sorso: cerco il mio nome
in un fondo di bottiglia.
Ecco un morfeo storpio
cingermi nel suo abbraccio 
di stracci e giornali.
Intorno, la città vomita i suoi rumori:
le voci, la mia nenia indifferente.
Un esercito di senzavolto
attende il nuovo giorno.
L'alba ci schiaffeggia: ancora vino, avanzi,
viaggiatori distratti.
Le nostre storie, nascoste
tra cocci di bottiglie a buon prezzo.