Visualizzazione post con etichetta Cinema. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cinema. Mostra tutti i post

venerdì 17 febbraio 2012

The Iron Lady

Il passato può rivelarsi un ingombrante fardello. Quando è costellato di scelte che hanno inciso sul destino di un popolo, di un continente o addirittura del mondo intero, quel vissuto può tramutarsi addirittura in ossessione. E’ così per Maggie, la donna più potente del secolo scorso, di cui Meryl Streep ci fa scoprire sfaccettature difficilmente rintracciabili nei manuali di storia; meandri psicologici e sentimentali che, seppur qui e lì piegati, com’è ovvio, alla narrazione cinematografica, cionondimeno si rivelano assolutamente indispensabili per capire questa figlia di un droghiere capace di spendere un’intera esistenza nel tentativo di mostrare alla Storia di che pasta fosse fatta. Tentativo che, qualunque sia il giudizio nel merito, è perfettamente riuscito.

sabato 4 febbraio 2012

ACAB: Celerino è...

Stando ad un famoso brocardo da stadio, lavorare nel reparto celere non regala grandi soddisfazioni; sempre la saggezza da curva ci ricorda che la scelta di arruolarsi nelle forze dell’ordine sarebbe dettata da una sensibile contrazione del mercato del lavoro. E in effetti uno dei protagonisti, Adriano, la spina di questo inglorious bastards cacio e pepe, si unisce alla celere perché “pagano de più”. Adriano, nella sua breve esperienza tra i cellerini infami, osserva e ci fa  scoprire una realtà piuttosto complessa, in cui la manichea distinzione buoni-cattivi viene relegata ad un escamotage da TG1: le cose sono un po’ più complesse, i confini molto labili. Proprio il retrogusto di dubbio e perplessità che si percepisce alla fine del filma ne costituisce la cifra migliore. Quanto al cast, molto bravo Nigro, magistrale Giallini, una sicurezza granitica Favino. Ottima la colonna sonora, in cui i brani originali vengono puntellati da gente tipo i Clash e i Chemical Brothers, per dirne due.

lunedì 27 giugno 2011

CORPO CELESTE


Il grigio del cemento e dell’abbandono si colora di uno sguardo nuovo. Sono gli occhi di Marta, che alieni ci guidano attraverso i vicoletti dell’Italia profonda. L’Italia della religiosità pagana, humus di ambigui intrecci fra politica e Chiesa. Lo sguardo pulito di chi è capace di stupirsi di fronte alle storture che quotidianamente assumiamo in dosi massicce e con le quali spesso ci rassegniamo a convivere, additando come pazzo chi a testa bassa le combatte nel silenzio del grande circo dell’informazione.