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martedì 19 luglio 2011

FARE IL MORTO A GALLA...

Si dimette la portavoce di Tremonti. Il portaminchiate resta al suo posto.

Frattini a Pechino: "Manovra italiana è rassicurante". E poi: "Ma qual è' la stagione giusta per sciare?"

Mondiali di nuoto, prime medaglie per l'Italia. A galleggiare siamo bravissimi.


mercoledì 30 marzo 2011

LA NOSTRA LAMPEDUSA


Ellis Island (Nuovaiorca novecento)
 Trenta lune riposano fra i nostri canti.

La polvere delle macerie cede il passo

alle nebbie di Ellis Island.


Le mani, calli e salsedine,

salutano i mostri di vetro e cemento,

pronte a dare respiro al sogno.


Anni rinchiusi fra spago e cartone:

le luci di Nuovaiorca baciano

le immagini di amori lontani.


Migliaia di sguardi sfiorano

scrutano accarezzano

scarpe rotte sorridenti.


Gesti e parole, diffidenti amici

che ci guidano lungo i chilometri

di ferro, fumi, odori ancora da percorrere,

mai certi dell’approdo.

venerdì 3 settembre 2010

BAGELS & TULIPANI

Le nuvole, brizzolate, scivolano rapide sul panno azzurro che veste Amsterdam. Una luce zoppicante si appoggia alle tinte vivide dei fiori che affollano strade, ponti, e persino biciclette.Più in basso altre nuvole si addensano sulle teste dei passanti, pregne dell’acre nettare dispensato dai ganimede dei coffeeshops. I ciclisti, dispotici ed altezzosi, lanciano tintinnanti invettive ai pedoni distratti che invadono il loro regno a pedali. Un’elettrica orda multietnica intasa con grida barcollanti le vie dell’amore a prezzo fisso. Sono certo che Bosch, Van Gogh e Rembrandt, da lassù, nell’empireo della bellezza, guardano gialli d’invidia per non poter aggiungere questi nuovi colori alla loro tavolozza. Nel frattempo gli occhi si riempiono di stupore e gratitudine per gli innumerevoli miracoli di cui inconsapevolmente ci hanno fatto dono, custoditi nei meravigliosi portagioie che sono i musei sparsi per la città.





Così come infinita è la gratitudine per Anna Frank, caparbia narratrice dell’assurdità di un’infanzia annientata: conoscere i luoghi in cui quella miseranda esistenza si è trascinata significa affrontare sgomento, rabbia, senso d’impotenza di fronte al male che gli uomini possono provocare, ma significa anche entrare nel profondo di una pagina imprescindibile della Storia.
A poche mandrie bovine di distanza da Amsterdam sorge Haarlem, quieta cittadina di rango, nobile come l’organo conservato nella sua Grote Kerk, delizia di mani dorate quali quelle di Mozart e Schubert.
Bisogna invece contare molti alberi prima di poter vedere alzarsi all’orizzonte la città di Erasmo. Man mano che dai grattacieli che proteggono la stazione ci si inoltra verso la città vecchia, gli edifici tornano ad assumere una dimensione più umana. E dopo aver camminato per chilometri fra negozietti global ecco che, dallo spiraglio di un vicoletto si apre Delftshaven, il porticciolo da cui quasi 400 anni fa salparono i padri pellegrini alla volta del nuovo mondo: nello stesso luogo in cui la loro avventura iniziò, la nostra, ahinoi, finisce.

martedì 17 agosto 2010

IL TRIANGOLO SI'


Palermo, Cattedrale
La sera del nostro arrivo Palermo ci accoglie in un caldo abbraccio di vicoli sgangherati e semibui che, fra l’eco di musiche arabe e cortili animati da combriccole locali, inconsapevolmente ci porta ad un insospettabile (nascosto e deserto com’è) banchetto di delizie marine. A darci la buonanotte è l’avvolgente luce della Cattedrale.
Il giorno seguente inizia nel migliore dei modi: un’ inedita bavarese al pistacchio ci fornisce la giusta carica per metterci in cammino e raggiungere, sotto il sole cocente, Palazzo dei Normanni. Qui il ricchissimo stile “fusion” della Cappella Palatina e la Sala d’Ercole, sede del più antico parlamento d’europa, raccontano di un sofferto laboratorio di convivenza. Le panelle, le arancine e gli sfincioni di un’elegante focacceria della Kalsa ristorano i nostri corpi spossati dal caldo palermitano. Qualche minuto più tardi veniamo risucchiati nel budello di Ballarò dove, tra bancarelle multietniche ed inauditi tagli di carne, le vanniate – messaggi pubblicitari strillati con cantilene di ardua interpretazione – degli ambulanti ci catapultano indietro nel tempo, nel cuore dell’antica Balarm.
Il secondo giorno scorre veloce: passate in rassegna le salme inumate dai cappuccini, ci tuffiamo nell’oro del Duomo di Monreale e facciamo una breve visita a Cefalù. Poi, dritti verso la East Coast.
Ibla by night
 Siracusa ci sazia di cultura, storia, miti ed innovazioni gastronomiche; i laghetti di Cavagrande, ad una manciata di chilometri da Avola, si rivelano la più bella faticata mai fatta.E’ ora di scalare marcia: eccoci a Ragusa Ibla, dove lasciamo che l’aria sottile soffi via l’arsura dei giorni precedenti.
 Scelta Ibla come base, trascorriamo qualche ora sulla spiaggia di Capopassero, sicula finis terrae, per concludere la nostra quarta giornata a Marzamemi, incantevole borgo di pescatori a due passi da Pachino.

Il quinto giorno siamo a Modica, dove barocco e cioccolato azteco addolciscono gli schiaffi del sole. Ed eccoci pronti per esplorare la parte occidentale. Aragona, evidente lascito spagnolo, è il nostro quartier generale, dal quale muoviamo un giorno verso Akragas ed i suoi templi, il giorno successivo verso le bianche scogliere di Porto Empedocle: la luce della Scala dei Turchi è abbagliante, e per un istante fa dimenticare gli sfregi edilizi compiuti a non molta distanza. Mentre i Mori risalgono la scogliera alla volta della città, noi battiamo in ritirata: si torna a casa.